ovizioso al timone del catamarano Spirito di Stella
Con Cino Ricci
| 27/08/08 14:23 |
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Andrea Dovizioso
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A pochi giorni dal via del Gran Premio di San Marino, dal porto di Rimini è salpato il catamarano Spirito di Stella, ideato da Andrea Stella. L'imbarcazione, capace di ospitare una decina di persone oltre all'equipaggio, ha la singolare caratteristica di essere accessibile anche alle persone disabili su sedia a rotelle. Al timone si è cimentato Andrea Dovizioso, che per un giorno ha lasciato il manubrio della Honda del JiR Team Scot ed è stato affiancato da Cino Ricci, l'indimenticabile skipper di Azzurra che nel 1983 partecipò alla Coppa America. I due campioni forlivesi hanno avuto modo di conoscersi e scambiarsi battute, scoprendo anche aspetti curiosi di due mondi sportivi lontani tra loro.
Cino Ricci
Sei famoso per la tua carriera da velista, ma segui anche le moto?
"Certamente, sono nato in Romagna, la terra dei motori. Da piccolo avevo un Benelli Leoncino, poi nel corso degli anni ho avuto altre moto. La MotoGP la seguo ma non amo stare nel frastuono del paddock".
Come è iniziata la tua carriera di velista?
"Ho iniziato a 5 anni, ma dopo poco ho smesso. Negli anni '60 mi sono riavvicinato, sino a iniziare con le regate, arrivando alla Coppa America con Azzurra. Oggi mi occupo prevalentemente di organizzare eventi velici".
Quali analogie trovi tra i piloti di MotoGp e i velisti?
"Penso allo stress a cui sono soggetti, oltre all'impegno sportivo. La stampa, i giornalisti, il pubblico che ti ferma per gli autografi.
Ai miei tempi non c'era l'avidità di essere personaggi; a volte è difficile capire quanto alcuni lo siano naturalmente e quanti sono costruiti per necessità di fama".
Però tu malgrado tutto sei diventato un personaggio famoso e apprezzato dal pubblico. Come lo spieghi?
"Io sono stato un pioniere. Una persona diventa personaggio se lo è dentro se stesso; la gente capisce che hai qualcosa di diverso, di impalpabile che hai dalla nascita".
Secondo te cosa differenzia un buon pilota da un campione?
"Il vero campione è quello in grado di svilupparsi la propria moto, quella che si adatta perfettamente alle sue caratteristiche. Deve essere capace di farsi capire dagli ingegneri e dai meccanici".
Andrea Dovizioso – Pilota JiR Team Scot MotoGP

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